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BELLAGIO – Tre milioni di euro di perdita annua per la navigazione pubblica sul Lago di Como, oltre un milione e mezzo di euro sprecati in gasolio con l’utilizzo di mezzi dispendiosi e inadatti. Un buco, una voragine, a cui non si vuole, in puro stile italiano, porre in alcun modo rimedio.
I dati snocciolati dal sindaco di Bellagio per quanto riguarda la navigazione, ribaditi anche alla consegna delle cinque vele di Legambiente al paese, sono impressionanti e se corretti si può parlare di una seria incapacità gestionale di chi si occupa dei battelli sullo specchio lacustre.
«La perdita di gestione annua della Navigazione Laghi nel suo complesso è di una decina di milioni di euro – spiega Angelo Barindelli primo cittadino di Bellagio -. È quindi possibile stimare quella relativa al solo lago di Como in circa tre milioni di euro. Nonostante queste cifre scandalose, i vertici della Navigazione, in una recente riunione svoltasi presso la sede della Regione a Como, hanno sostenuto che la loro azienda non può in alcun modo ridurre i costi, giacché la gran parte della spesa è rappresentata dal carburante».
E proprio su questo tema si potrebbe, spiega il sindaco con dati alla mano di cui si dice certo, tagliare oltre il milione e mezzo di euro di sprechi: «I catamarani consumano circa 400 litri/ora di gasolio (Città di Como) 350 litri/ora (Città di Lecco). I vecchi aliscafi che hanno sostituito consumavano circa 150 litri/ora, erano più veloci, più eleganti e non distruggevano i terrapieni sulle sponde».
Il calcolo quindi è presto fatto: «Il viaggio Como – Bellagio andata e ritorno di un aliscafo richiedeva circa un’ora e mezza di tempo e un consumo di circa 225 litri di gasolio. Lo stesso viaggio, fatto oggi con un catamarano, richiede un tempo maggiore e un consumo superiore a 550 litri di gasolio. La differenza è di circa 300 litri di carburante a viaggio, in più.