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Due ditte specializzate arrivate da Trento e Venezia, i Volontari del Garda, gli operai impegnati sul pontile e sulla terraferma, i subacquei nel ventre del relitto, un ingegnere navale a dirigere l’orchestra.
È questo il team che sta cercando di salvare la «Lazzaro Mocenigo», la nave lunga 42 metri e vecchia di 120 anni che si è arenata, allagata e semiaffondata in 5 metri d’acqua sulla banchina esterna di Porto Dusano a Manerba.
L’AUTORITÀ di bacino, dopo l’incidente, ne ha ordinato la rimozione (per «arenamento abusivo»). Ma il piano di lavoro è complesso e delicato, e sarà seguito da vicino da Lorenzo Rizzardi, titolare della EdilQuattro di Manerba e proprietario della gloriosa nave, ora per forza di cose ribattezzata la «Concordia» del Garda: per risollevarla si useranno tecniche simili, in piccolo, a quelle usate all’isola del Giglio sulla nave della Costa Crociere.
GIÀ SI LAVORA intorno alla Lazzaro Mocenigo: tempo due settimane, meteo permettendo.
Effettuati i sopralluoghi, col supporto del Nucleo sommozzatori dei Volontari del Garda capitanati da Mauro Fusato e Luca Turrini, gli operai sono al lavoro anche sott’acqua, per riparare i danni e sigillare tutti i pertugi, così da potere poi scuotare la nave allagata: ad occuparsene sono gli specialisti trentini della BraidoSub.
Questione di giorni invece per il montaggio della palancola che verrà affiancata alla nave, un«’pontone» utilizzato come punto d’appoggio per quando la barca sarà quasi riallineata, pronta per essere svuotata e trasportata. La palancola di supporto sarà invece issata dalla Locapal, altra ditta di specialisti veneziani.
TAPPATI GLI OBLÒ e fissata la palancola saranno piazzati anche i palloni galleggianti che serviranno a tirare su la nave dal suo lato affondato. In contemporanea saranno operative anche le motopompe dei Volontari del Garda, attive in vari punti della nave per svuotarla completamente dell’acqua che ha invaso la stiva.
Una volta tornata a galla si parlerà anche del suo futuro. Al momento il «patron» Rizzardi non si sbilancia: certo rimarrà sul Garda, ma dove e con quali progetti si vedrà.