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I placidi panorami natalizi del Lago di Como vengono scossi dalla rabbia del “Comitato studenti e pendolari: colpiti e affondati” attraverso una lunga lettera inviata dal fondatore del gruppo, Eros Robba da Garzeno, al direttore della Navigazione, Franze Piunti. Un documento articolato e dettagliato, riassumibile così: “Per chi usa aliscafi e battelli assortiti per spostarsi si stanno verificando da troppo tempo disagi intollerabili”. Il tutto, ovviamente, al netto dei 10 giorni terribili di metà novembre, quando la tremenda ondata di maltempo che si è abbattuta sul Lario ha determinato disservizi pressoché inevitabili.
Fatta questa premessa, correttamente sottolineata anche da Robba nella lettera a nome del comitato, nella stessa missiva inviata a Piunti si può leggere che le piogge eccezionali non possono “essere strumentalizzate e proposte come scusante per mascherare quello che è stato – scusate lo sfogo – un fallimento totale da parte della Navigazione e dei suoi vertici”. Questo perché, naturalmente a detta dell’estensore della lettera, “la situazione non è stata gestita nel migliore dei modi, e due sono gli aspetti che desidereremmo mettere in discussione con la speranza che le nostre considerazioni non siano intese come fisiologiche lamentele dei pendolari spazientiti bensì come stimoli per migliorare: quello dei continui disagi e quello della comunicazione all’utenza”.
Sul primo punto, si segnalano ritardi (prima dell’emergenza meteo, ndr) come “una ricorrenza sgradita per gli studenti e dei lavoratori che usufruiscono del servizio rapido”. Si cita ad esempio la corsa con arrivo previsto a Como alle 7.30 giunta per 5 giorni consecutivi con 15 minuti di ritardo nel capoluogo nella prima settimana di novembre con coincidenze successive per treni o bus perse o con studenti (segnatamente si citano quelli del Liceo scientifico Giovio e del Setificio) costretti a “consumare una giustificazione per l’ingresso in ritardo”. Un caso clamoroso poi viene raccontato per il giorno 17 del mese scorso, quando “alle 7.30 si era a Tremezzo invece che a Como”. Mentre il 14 “l’aliscafo delle 18.10 parte ma subisce un incidente pochi minuti dopo e non vi è alternativa al rientro a Como” con i passeggeri “lasciati al pontile in attesa della corsa successiva, partita oltre un’ora dopo”.
Sul versante della comunicazione, Robba cita errori nelle indicazioni dei pontili di partenza, scarsa tempestività e chiarezza nell’informare circa la soppressione del servizio veloce nei giorni dell’esondazione del Lario, e il mancato ascolto di un caso specifico relativo a una pendolare e al tema delle fermate a richiesta.
Ne segue una serie di domande su quali provvedimenti intenda prendere la Navigazione e la richiesta di valutare ancora una volta possibili “tariffe agevolate per pendolari, studenti e residenti”, oltre al suggerimento di alcune pratiche pro-clientela messe in atto da Trenord per attenuare i disagi ai viaggiatori.
Comozero.it