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“La Navigazione Laghi passi da ente governativo a ente a gestione regionale”: è questo il punto focale del provvedimento stilato dal parlamentare comasco di Fratelli d’Italia Alessio Butti e presentata in conferenza stampa giovedì 12 aprile 2018.
“È un tema delicatissimo – ha spiegato Butti- che vorrei fosse il primo banco di prova per una nuova coesione territoriale l’individuazione di un obiettivo comune a livello territoriale tra le province di Como, Lecco e Sondrio. Non bisogna fare stolti campanilismi per portare avanti un provvedimento del genere, altrimenti non si va da nessuna parte”.

Un obiettivo ambizioso, che parte proprio dalla regionalizzazione del servizio della Navigazione.

“Nella mia ultima legislatura al senato avevo chieso l’ostituzione di un’indagine conoscitiva della quale ero relatore che ha convocato gli assessori ai traporti di Veneto, Piemonte e Lombardia (la questione riguarda infatti anche i laghi Maggiore e Garda, ndr) e altri soggetti ministeriali e governativi per arrivare a una soluzione sul trasferimento delle competenze dal Governo alle Regioni. I benefici sul territorio – ha ricordato Butti- sarebbero molti in termini turistici, estetici, organizzativi e politici”.

Il documento

Su questo argomento Butti ha preparato un documento (una mozione o una risoluzione) e ha già pronta anche una proposta di legge che, “una volta ottenuto indirizzo da parlamento e governo, obblighi il governo a procedere con tutti i passaggi necessari affinchè la Navigazione passi da ente governativo statale a ente regionale”.

Un primo banco di prova, secondo Butti, che parte dall’economia: “L’economia di questo territorio prospiciente il lago è il turismo e ciò che dipende dal turismo. Se mettiamo insieme Como, Lecco e la Valtellina faremmo bingo. Il primo banco di prova è mettere insieme i consiglieri regionali eletti su Como, Sondrio e Lecco e i parlamentari, cosa fondamentale per portare a casa questo provvedimento”. Proposta da condividere ovviamente anche con le regioni Piemonte e Veneto, dal momento che il tema interessa anche i laghi Maggiore e Garda.

Già in consiglio regionale la questione era stata portata avanti con alcune mozioni, come spiegato dall’ex consigliere regionale Francesco Dotti.

Dal punto di vista delle risorse economiche necessarie, “lo Stato non è mai stato chiaro sulle risorse che servivano per sanare l’ente governativo e passarlo alle Regioni, anche se secondo una stima del 2012 si parlerebbe di almeno 30 milioni di euro solo per il risanamento dell’ente governativo – ha spiegato l’avvocato e consigliere comunale di Como Patrizia Maesani – il modello di gestione auspicato prevede una società unica, una holding, nella cui pancia ci sono tre singole società che fanno capo ai tre singoli laghi che hanno dinamiche turistiche diverse”.

Le tariffe

Maesani ha affrontato anche il tema caldo delle tariffe: “La Navigazione è un servizio pubblico di trasporti come i bus ma con utenza diversa. Sul bus gli utenti sono pendolari, sui mezzi della Navigazione sono principalmente turisti, anche se i pendolari che usano i battelli per andare a scuola o al lavoro non mancano. Sarà da scioglieire il nodo sulla possibilità di prevedere diverse tariffe per non penalizzare i pendolari rispetto al biglietto turistico. Serve volontà del Governo di essere chiaro nei soldi che vorrà stanziare per il risanamento e nei primi anni per il processo di rilancio della Navigazione. Occore poi fare massa crtiica tra le tre Regioni su un punto che sta a cuore a tutte e tre”.

“La regionalizzazione porterebbe grandi vantaggi per i pendolari, e sono molti i residenti del lago che userebbero i battelli se i servizi fossero migliori – ha detto Stefano Molinari in rappresentanza del coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia, aggiungendo “Da ex assessore alla mobilità di Como penso allo sviluppo del parcheggio di Tavernola che potrebbe diventare un interessante punto di interscambio costruendo un autosilo vero e proprio, una con navetta di acqua che oggi non c’è”.

La regolazione dei livelli del lago di Como

Durante la conferenza stampa, Butti ha affrontato anche l’annoso tema della gestione dei livelli delle acque del lago.

“L’unica proposta depositata negli ultimi 20 anni – ha affermato- è la mia e non ebbe svilippo perché all’epoca andava a ledere interessi di chi l’acqua del lago la usa per uso irriguo e idroelettrico, ovvero le Coop rosse che gestiscono l’agricoltura della bassa padana, e di Edison, A2A, Enel e tutti coloro che usano l’acqua per il business che ne deriva. L’abbassamento e l’innalzamento dell’acqua crea problemi ai natati della Navigazione e a quelli da diporto: non è la prima volta che le eliche vengono danneggiate per i fondali bassi. Ci sono poi anche conseguenze estetiche con problemi alle rive e al turismo. È un problema serio e di manutenzione e i comuni non possono intervenire perché hanno poche risorse. Sul tema coinvolgeremo l’Autorità di Bacino, i Bim, i Gal e il Consorzio dell’Adda, oltre alla Regione e al Politecnico”.

Lo studio

“Dobbiamo lavorare scientificamente su un progetto- ha proseguito Butti- Prima bisogna fare uno studio sull’andamento dei livelli dell’acqua che richiederà almeno 8-9 mesi e può essere finanziabile con 200mila euro. Vale la pena spenderli? Credo di sì per avere basi scientifiche. Il Consorzio dell’Adda -ha continuato-versa circa 30 milioini all’anno di canone alla Regione. Quindi la Regione può mettere anche 200mila euro per lo studio. Vogliamo che i diritti del Lario vengano rispettati”.

Il tavolo della Competitività

Butti, infine, non ha risparmiato una frecciata al Tavolo della Competitività che si riunirà lunedì 16 aprile 2018 sullo stesso tema: “Dopo 8 anni siamo ancora lì a discutere di queste cose, da quel tavolo è nato un altro tavolo. Si moltiplicano negli anni. Parteciperò, ma non capisco come si agisce in quella sede”.