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Laveno Mombello (Varese), 8 luglio 2016 – Costi troppo alti e scarsi collegamenti: la Svizzera prosegue nello studio di fattibilità per staccarsi dalla Gestione governativa laghi per una propria gestione del servizio dinavigazione sul Verbano. In Ticino si punta da ormai tre anni a staccarsi dalla società pubblica italiana per creare una propria flotta, ovviamente sulla parte svizzera del bacino, e la decisione definitiva dovrebbe giungere entro il 31 dicembre, quando scadrà la convenzione italo-svizzera sulla navigazione dei laghi Maggiore e Ceresio, stipulata nel 1997, che affida alla Gestione governativa laghi italiana il servizio di linea sulle acque ticinesi del Lago Maggiore e nel contempo assegna a una società svizzera quello sullago di Lugano, tratto italiano compreso.

Ora, mentre gli italiani non starebbero neppure prendendo in esame la fattibilità di un proprio servizio pubblico sul Ceresio, l’ente regionale per lo sviluppo del Locarnese ha bandito in questi giorni un appalto per affidare un nuovo studio economico volto a verificare se una navigazione solo svizzera nella parte ticinese del Verbano sarebbe economicamente sostenibile. In un primo studio si era già manifestata una fattibilità del progetto dopo che si erano raccolte le proteste per gli incrementi delle tariffe avvenute negli ultimi anni da parte della gestione italiana. Si punta particolarmente il dito sul fatto che la corsa di andata e ritorno da Locarno a Brissago (circa un’ora di viaggio) abbia il costo di circa 29 euro, mentre la corsa Arona-Stresa – all’incirca della stessa durata – costi solo 12,40 euro.

Lo studio vuole valutare attentamente anche la frequenza delle corse, la tipologia delle imbarcazioni e i servizi offerti, nonché l’accessibilità ai diversamente abili. Si vuole quindi verificare l’ipotesi di scendere a lago con una flotta interamente elvetica per il bacino svizzero e un flotta mista italo-svizzera, affidando all’Italia le corse internazionali ma con un incremento dei servizi in quantità e qualità. Sul piatto della bilancia vi sono le proteste per costi elevati da parte della gestione italiana che sarebbero aumentati del 101 per cento in cinque anni sulla tratta Locarno-Brissago, con la conseguenza di un calo dei visitatori alle Isole di Brissago, passati dai 115mila del 2001 ai 75 mila nel 2011. E si valuta anche un incremento dei collegamenti. A poco più di cinque mesi dalla scadenza dell’accordo, il dibattito entra dunque nel merito e si fa più acceso.