22 settembre 2017

STORIA

Il piroscafo “Savoia” viene impostato il 7 giugno 1926 dalle maestranze del cantiere Odero presso Dervio.

Allestito con eccezionale rapidità, viene varato trionfalmente il 31 luglio 1926, alla presenza di una grande folla, e di molte autorità. Dopo il varo viene rimorchiato dal piroscafo “Trieste” a Tavernola, dove viene rapidamente alestito. Il “Savoia” è il primo piroscafo a scendere in acqua a Dervio.

Subito dopo il suo varo, sullo scalo di Dervio è impostato il gemello “28 Ottobre”.

In virtù della loro grande capacità, della loro velocità, e della loro modernità, il “Savoia” e il “28 Ottobre” vengono subito destinati ai servizi principali tra il capoluogo e l’alto lago, in particolare nei mesi estivi.

Questi due natanti si possono ben considerare gli ultimi due grandi piroscafi italiani, varati in un’epoca in cui ormai il diesel si era saldamente affermato nel campo della navigazione interna. Va anche considerato che all’epoca non erano stati sperimentati motori diesel di una potenza pari a quella richiesta da questi due grandi piroscafi. Basti pensare come sul lago Maggiore, dove negli stessi anni era in corso una radicale ristrutturazione della flotta, le navi maggiori mantennero le motrici alternative a vapore, e così pure sul Garda.

Il 30 dicembre 1926 il “Savoia” effettua un viaggio di prova dopo essere stato dotato di un importante modifica; il sistema di distribuzione della macchina di tipo “Caprotti”. Il nuovo sistema da risultati lusinghieri, ed è a tutt’oggi l’unico esempio al mondo.

Il 28 maggio 1927 il “Savoia”, al comando del capitano Manfredo Stoppani, ha l’onore di ospitare a bordo il Re d’Italia vittorio Emanuele III. Il sovrano, giunto a Como per il centenario della morte di Volta, s’imbarca da un pontile appositamente costruito a Villa Olmo sul piroscafo, per una crociera in cetnro-lago.Il piroscafo è addobbato con migliaia di rose, ed il salone di prima classe è riccamente decorato con buon gusto e lusso. Il “Savoia”, scortato dai piroscafi “28 Ottobre” e “Plinio”, approda al pontile 4 di Como alle 15; una folla immensa attende il re.

Il 15 giugno 1935 il “Savoia” e il “28 Ottobre” vengono impiegati dalla Lariana per il IV Raduno Lariano dell’Associazione Volontari di guerra “Azzurri di Dalmazia”. In quest’occasione i due piroscafi trasportano da Como a Lecco e ritorno oltre 1500 volontari.

Il 16 ottobre 1942, a causa dell’oscuramento dovuto al periodo bellico, il “savoia” va ad arenarsi sulla foce del torrente Liro, a Gravedona. Viene disarenato il 21 ottobre seguente, con il concorso dei piroscafi “Como” e “Commercio”.

STORIA COME PATRIA

In seguito alla caduta del regime fascista, il 25 luglio 1943, il Comando di Presidio di Como richiede al presidente della Lariana comm. Felice Baragiola il cambio del nome del piroscafo. Anche l’opinione pubblica si mobilita, sia tramite i singoli cittadini, sia con articoli sui giornali locali, che incitano ai nomi di “25 Luglio”, “Libertà” e simili… Il comm.Baragiola, rivendicando la propria libertà di scelta, decide di ribattezzare il piroscafo con il nome di “Patria”. Contestualmente il gemello “28 Ottobre” viene ribattezzato “Concordia”.

Il nesso tra i due nomi è indicato dallo stesso comm.Baragiola, attraverso il motto posto sul Concordia “Concordia, salute della Patria”.

Nel tardo autunno del 1944, per salvaguardarlo dagli attacchi aerei angloamericani, viene ormeggiato nel canale dell’isola Comacina, mimetizzato con vegetazione fittizia e reti mimetiche.

Tuttavia nel gennaio del 1945 ritorna in servizio, dopo che l’autunno è trascorso senza attacchi aerei. Il 10 gennaio 1945 viene attaccato mentre è in navigazione in centro lago. Il capitano ordina lo zigzagamento per scampare ai colpi dei nemici, ma la manovra è resa inefficace dalla mole del piroscafo e dalla sua velocità. Alla fine il bilancio è di 5 vittime, e 17 feriti, tra cui il timoniere Giovanni Frigerio. All’altezza del ponte di comando si manifesta un principio d’incendio, scatenato dalle pallottole perforanti e incendiarie usate dai terroristi angloamericani, ma prontamente domato dal personale di bordo. Il 12 gennaio seguente uno dei feriti muore all’ospedale di Como.

Il 23 giugno 1951, dopo un breve periodo in cantiere, il “Patria” ritorna in servizio con alcune modifiche. Esteticamente il fumaiolo viene accorciato di circa 3 metri, donando al piroscafo un aspetto molto “marino”. Dal punto di vista tecnico, i bruciatori delle caldaie vengono trasformati dalla combustione a carbone a quella a nafta, consentendo risparmio di combustibile e di personale. Le modifiche testimoniano l’impegno della “Lariana” nella cura di questo splendido piroscafo, nonostante la gloriosa società fosse stremata dalle passività belliche.

Il 21 agosto 1952 l’Ispettorato della Motorizzazione Civile intima alla “Lariana” la sospensione di ogni servizio di navigazione. Subentra la Gestione Governativa, che rileva il piroscafo.

L’8 giugno 1956 a Dervio viene varata la motonave “A.Volta”. Dopo il varo, la nuova unità è presa a rimorchio dal piroscafo “Baradello”; ma il lago è molto agitato, e all’altezza di Colonno lo scafo del “Volta” minaccia di andare alla deriva verso la scogliera della Camoggia a Colonno. Soltanto l’intervento del piroscafo “Patria” che, al comando del capitano Romeo Galli, pone sottovento lo scafo della nuova nave permette di salvarla, ormeggiandola temporaneamente a Campo.

patriaAlcuni lavori interessano nel 1966 il “Patria”, che rientra in servizio il 27 giugno 1966 con una nuova cabina e la ciminiera bassa a strisce rosse.

Nella primavera 1973 l’interno del “Patria” viene restaurato secondo lo schema originale. Il magnifico piroscafo torna in servizio il 10 giugno 1973. Una pregevole novità sono delle vetrate nella superfice interna dei tamburi che permettono di vedere le ruote a pale in movimento.

Dieci anni dopo, nella primavera dell’83, il “Patria” viene riportato al suo aspetto originale: fumaiolo alto, con banda bianca. Inoltre le pratiche ma poco estetiche vetrate mobili dei terrazzini nei tamburi vengono sostituite da vetrate fisse, di modo che la coperta risulti interamente chiusa.

Negli anni ’80 l’impiego del “Patria” è prevalente per crociere speciali e noleggi, mentre sporadiche sono le sue presenze su corse di linea.

GLI ANNI ’90: IL DISARMO

L’estate 1990 è l’ultima che vede il “Patria” in servizio. Nell’autunno viene fermato al cantiere di Tavernola, si dice per lavori di manutenzione. In realtà la Navigazione ha in mente di stravolgere completamente il “Patria”, trasformandolo in motonave, come già fatto per i piroscafi del lago di Garda. L’opinione pubblica si mobilita in difesa del piroscafo, che viene ormeggiato alla diga di Como.

Il “Patria” rimane alla diga fino al 1994. Nel primo periodo gli arredi vengono curati, e i ponti in teak bagnati quando serve; ma dal 1993 la Gestione Governativa – Navigazione Lago di Como decide di dismettere completamente il piroscafo.
I preziosi arredi sono lasciati completamente deperire!

Nel tardo autunno 1994 il “Patria” viene portato a Dervio, insieme alla “Freccia del Lario”; l’aliscafo è demolito, mentre al “Patria” vengono tolte le caldaie che devono essere sottoposte al controllo da parte del R.I.NA. Il controllo dà esito soddisfacente, ma le caldaie, ancora valide, anzichè venire ricollocate sul piroscafo che potrebbe così tornare in servizio, vengono abbandonate in un lato del cantiere all’aperto, ad arrugginire!

Nell’ottobre 1995 il “Patria” viene alato a Dervio per manutenzione allo scafo. L’opera viva viene riparata, ove danneggiata dai lunghi anni di inattività.

Si susseguono articoli di giornale, e promesse da parte della Navigazione, ma il glorioso “Patria” rimane ad arrugginire a Dervio.

Uno dei motivi principali addotti dalla Navigazione al mancato restauro è l’insufficenza di fondi. Eppure, nei 12 anni in cui il “Patria” ha atteso che ci si interessasse di lui, la Navigazione Lago di Como ha costruito due nuovi traghetti e tre nuovi catamarani, per una spesa totale di ordine ben maggiore a quanto sarebbe servito per restaurare il piroscafo.

NELLA ULTIMA DECENNIA: IL SALVATAGGIO

Finalmente nel 2003 la Provincia di Como, nella persona del presidente Leonardo Carioni, sceglie di impegnarsi per il recupero del piroscafo, a fianco di storici “amici” del Patria quali il presidente della “Famiglia Comasca” Piercesare Bordoli, il prof. Borgonovo e altri: il 27 febbraio 2004 viene formulata la proposta di vendita del piroscafo alla Provincia di Como alla cifra simbolica di 1 EURO.

Inaspettatamente, il piroscafo viene alato sullo scalo di Dervio il 15 luglio, dando il via alla prima fase dei lavori, concernente il risanamento dello scafo, in anticipo su quanto previsto. Così sembra iniziare la rinascita del glorioso “Patria”.

Ma la giunta provinciale di Como, in seguito a dubbi sull’utilizzo del piroscafo una volta concluso il restauro, blocca tutto l’iter di acquisto. La Navigazione Lago di Como, dal canto suo, provvede a spogliare il piroscafo di quanto possibile; i preziosi arredi del 1926 vengono abbandonati all’aperto in un angolo del cantiere di Dervio!

Il 2004 si è concluso in discesa per il Patria. Il 2005 si trascina con il solito balletto di notizie alle quali è difficile prestar fede.

La vicenda del Patria si è trascinato senza novità fino alla fine dell’estate, quando la manifestazione “Centobarche” hanno come tema il salvataggio del Patria.

21 settembre il presidente dell’amministrazione provinciale Carioni vi è stato l’ennesimo sopralluogo sul Patria al cantiere di Dervio. Insieme al assessore regionale alla cultura Massimo Zanello che ha promesso di finanziare il recupero partendo dal fatto che il Patria, avendo più di 50 anni, rientra nella categoria dei beni sottoposti a tutela.

Il 2007 incomincia senza particolari attivitè per il Patria. L’ 8 agosto esce la notizia ufficiale che si è finalmente conclusa la vicenda della cessione del Patria da parte del ministero. Ne danno annuncio in una conferenza stampa il presidente della Provincia Leonardo Carioni, il direttore generale della Navigazione Oscar Calaprice, il direttore della Navigazione di Como Piunti e il presidente della Famiglia Comasca Piercesare Bordoli . Il Patria continuerà a restare ormeggiato al cantiere di Dervio.

patriaNei primi mesi del 2008 esponenti dell’amministrazione hanno visitato le società di navigazione dei laghi di Lucerna e di Costanza sulla gestione dei battelli a vapore. In Particolare sul lago di Costanza c’ è un battello molto simile al Patria, lo Hohentwiel, che costituisce l’unica nave di una società che riesce a gestirlo con profitto. Il 26 agosto esce la notizia che è stato appaltato il primo lotto dei lavori di ristrutturazione.

il 8 maggio 2013 la Patria uscira Dervio a fare un giretto sull’lago per le prove di stabilita. Per quale ha avuto una “Certificato di Classe” che lo rinomina ufficialmente in un nave.  È la prima volta che il “Patria” torna a navigare dal 1990, anno del suo disarmo. La prova di navigazione precede di un mese l’inaugurazione dell’imbarcazione che verrà fatta a giugno.

Il Piroscafo Paria ha una Pagina Facebook, trovabile sotto l’indrizzohttp://www.facebook.com/pages/Piroscafo-Patria/502278183159728

SCHEDA TECNICA

Tipo Natante Piroscafo
Costruttore Cant.Odero, Sestri (Ge)
Anno Varo 1926
Anno Rimodernamento 1966, 2008-2013
Stato Attuale In Restauro
DIMENSIONI
Lunghezza 53,66 mt
Larghezza 6,40 mt
Immersione 2,60 mt
Dislocamento P.C ? t
Stazza Lorda 276 t
PORTATA
Posti a Sedere 410
Posti in Piedi
Posti Seduti al Coperto
Posti Pranzo 70
Portata Totale 600
Equipaggio 7
APPARATO MOTORE
Costruttore Odero
Modello Macchina a vapore
Potenza Unitaria 591 CV
Combustibile Nafta
Numero Motori 1
Potenza Complessiva 591 CV
PROPULSIONE
Tipo Ruoto al pale
Numero 2
Inversione Al Motore
PRESTAZIONI
Velocità 23,40 km/h
Consumo Medio 21,30 kg/km
DOTAZIONI DI BORDO
Cucina Si
Bar Si
Toilette(s) 3
Radar No
Aria Condizionata No
Biglietteria Si
Servo-Timone No
Sala da Ballo No