22 settembre 2017

STORIA

Il piroscafo “Plinio” viene costruito dalla ditta Escher&Wyss di Zurigo per la “Lariana” nel 1902

Entra in servizio nella primavera del 1903; a bordo è installata la macchina del piroscafo “Plinio” secondo di questo nome, trasformato l’anno precedente in piroscafo-merci, e ribattezzato “Commercio”.

Anche gli arredi vengono prelevati in gran parte dal precedente “Plinio”: il salone di prima classe ha pareti in legno di rovere con incorniciature in mogano, sfondi in noce d’India con delicatissime intarsiature a fiori vivi, raffinatissimi specchi.

Il piroscafo “Plinio” è già sulle cronache il 13 luglio 1903: mentre il piroscafo sta giungendo a Como alle 21, dalla diga sbuca una lancia a vapore contenente molte persone; si deve alla prontezza del capitano Aureggi nell’ordinare “macchina indietro” e virare, se la disgrazia viene evitata.

Il 19 agosto 1907 travolge presso urio una lancia a remi con a bordo due giovani, avvicinatasi troppo al battello per “prendere l’onda” pericolosa usanza giovanile tipica di quei tempi; uno dei due, sbalzato contro la ruota a pale, annega.

Il 6 marzo 1910 scoppia un tubo del vapore in sala macchina, procurando un’ustione alle mani e al viso al macchinista.

Il 23 luglio 1910 alle 15 si abbatte sulla provincia di Como uno spaventoso uragano, che provoca decine di morti e feriti.Il piroscafo “Elvezia” è in arrivo nel porto di Como alle 16.10, quando il piroscafo “Plinio”, ormeggiato al pontile della funicolare e sbattuto dal vento, rompe gli ormeggi e viene sospinto verso l'”Elvezia”; ma il capitano dell'”Elvezia” è pronto nell’ordinare “macchina indietro” evitando di poco il pericoloso urto.Il “Plinio” sospende tutte le corse.

Nell’agosto 1922 una nuova disgrazia: nei pressi del pontile di Gera L. il “Plinio” investiva una lancia che procedeva al buio senza il fanale regolamentare; delle quattro persone a bordo una annegava.

I numerosi incidenti che hanno punteggiato la carriera di questo splendido piroscafo devono essere attribuiti più che altro al suo ampio impiego. Il “Plinio” apparteneva alla gloriosa serie di piroscafi mezzi-salone eleganti e rapidi della “Lariana” che per molti decenni hanno sostenuto i servizi principali lacustri, in un’epoca in cui l’automobile non c’era, o era un privilegio di pochi.

Il “Plinio” era anche uno dei piroscafi più rapidi della flotta lariana; basti pensare che, se fosse in servizio oggi, sarebbe il più veloce natante convenzionale del Lario.

Il 28 maggio 1927 il piroscafo “Plinio”, insieme al “28 Ottobre” fa da scorta d’onore al piroscafo “Savoia” che porta Re Vittorio Emanuele III d’Italia in crociera in centro-lago.

Nel secondo dopoguerra la “Lariana” trasforma alcune unità dall’alimentazione a carbone a quella a nafta; il “Plinio” invece viene mantenuto a carbone, sia per prudenza, sia per l’ottimo rendimento della caldaia.

Rilevato dalla Gestione Governativa nel 1952, rimane in servizio circa dieci anni, poi viene discutibilmente posto in disarmo alla diga di Como nel 1963.

Nel 1973 il gestore della navigazione Pietro Santini, con una decisione discutibilissima, decreta la vendita del “Plinio”. Il piroscafo viene acquistato dal Centro Nautico Alto Lario di Colico, ed ormeggiato al nuovo porto del paese, con funzione di frangiflutti.

Il motore viene venduto ed anche le caldaie.

Successivamente viene adibito dapprima a ristorante e pub, poi negli anni 80 a gelateria; entrambe le attività si rivelano poco redditizie, soprattutto per la collocazione abbastanza scomoda del piroscafo.

Nel 1998 il porto di Colico viene rimodernato interamente; il “Plinio” viene inizialmente girato di circa 180°, ed ancorato all’altra estremità del porto, verso il paese. Successivamente è posto in vendita; sorge l’idea dell’acquisto da parte del comune di Como, per trasformarlo in museo; viene invece rilevato dall’albergo “La Barcaccia” di Verceia, sul lago di Mezzola.

Nel 1999 viene trasportato sul lago di Mezzola. Il fumaiolo e la cabina vengono smontati per consentirne il passaggio sotto il ponte del passo a Sorico, poi viene rimontato soltanto il fumaiolo.

Il 2006  foriero di cattive notizie per il battello Plinio ormeggiato al lago di Mezzola. L’ Unione Europea non consente che rimanga nell’oasi del Pian di Spagna e, di conseguenza, il proprietario lo ha messo in vendita.

Nel 2008, ancora in un stato molto male, poi il proprietario decide di demolire il caro pirscafo.

Intanto giungono pessime notizie in merito alla sorte del battello Plinio ormeggiato al lago di Mezzola. Di recente si è costituita l’associazione Amici Del Plinio che si darà da fare per il suo salvataggio.

Con successo: Ai primi di agosto il “Plinio” è stato vincolato dalla Direzione Regionale Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia che ha emanato un «Decreto di dichiarazione d’interesse storico particolarmente importante» ai sensi degli articoli 10 e 11 del Decreto Legislativo 43 del 22 gennaio 2004 meglio noto come “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”.

Poi 2 anni dopo, una triste notizia: l’ 8 Dicembre 2010, nel pomeriggio, è affondato il caro Plinio a Verceia, dove era ormeggiato.

SCHEDA TECNICA

Tipo Natante Piroscafo
Costruttore Escher&Wyss – Zurigo
Anno Varo 1903
Anno Rimodernamento 1963
Stato Attuale Affondato a Verceia!
DIMENSIONI
Lunghezza 53,16 mt
Larghezza 11,50 mt
Immersione 241 t
Dislocamento P.C
Stazza Lorda 750 t
PORTATA
Posti a Sedere
Posti in Piedi
Posti Seduti al Coperto
Posti Pranzo
Portata Totale 500
Equipaggio 9: capitano, timoniere, tre marinai e quattro addetti alle macchine oltre a un bigliettaio
APPARATO MOTORE
Costruttore Escher & Wyss
Modello macchina a vapore
Potenza Unitaria 500 CV
Combustibile Carbone
Numero Motori 1
Potenza Complessiva 500 CV
PROPULSIONE
Tipo Ruoto al pale
Numero 2
Inversione Al Motore
PRESTAZIONI
Velocità 29 km/h
Consumo Medio
DOTAZIONI DI BORDO
Cucina Si
Bar Si
Toilette(s) 3
Radar No
Aria Condizionata No
Biglietteria Si
Servo-Timone No
Sala da Ballo Si