20 novembre 2017

Storia della Navigazione sul Lago di Garda

Un gruppo di banchieri di Milano costituiscono nel 1824 la “Società Milanese per la Navigazione a Vapore nei Laghi del Regno Lombardo Veneto”. Questa nuova Società, che coglieva l’esigenza di soddisfare la necessità di trasporti legata al crescente sviluppo industriale, ottiene dall’Imperatore d’Austria il privilegio esclusivo del servizio navigazione per la durata di 15 anni. Costruito e varato a Desenzano il 7 luglio 1827 un piroscafo in legno azionato da due macchine a vapore col nome di “Arciduca Ranieri” in omaggio all’arciduca Ferdinando Ranieri d’Asburgo nato poco prima a Milano.
Singolare è la temporanea concorrenza ad esso intrapresa da un singolare natante non funzionante a vapore, bensì a forza animale, denominato “l’Amico a prora”, detto anche “il Manubrio”. Otto cavalli giostravano sul ponte imprimendo il moto alle ruote a pale, esorcizzando così la perdurante paura del fuoco, potenziale causa di scoppio della caldaia e incendio a bordo.
Il successo del servizio di navigazione incoraggia la costituzione, il 18 dicembre 1842, a Riva, della “Società Benacense per l’esercizio della navigazione a Vapore sul Lago di Garda”. Il battello che tale impresa fa costruire -costruttore Escher-Wyss di Zurigo- viene chiamato Benaco e la sua macchina eroga 42 cavalli-vapore. L’intero lago viene percorso in 2 ore e 45 minuti. Alla scadenza della concessione governativa, sarà proprio quest’ultima Società ad avere l’esclusiva del servizio.
La seconda metà dell’Ottocento viene segnata dalle guerre per l’Indipendenza italiana, che vedono particolarmente interessata l’area lacuale, che era zona di confine. Al termine delle contese, il confine con l’Austria divideva il lago nella sua parte superiore. Il Governo Italiano, a partire dal 1867, affidava la gestione della navigazione alla Società “Strade Ferrate dell’Alta Italia”, che oltre ad acquisire i natanti della precedente Società ed alcune imbarcazioni di origine militare, fa trasferire dal Lago Maggiore il piroscafo “Elvezia”. Si deve arrivare al 1885 perché avvenga il trasferimento della competenza della navigazione dallo Stato Italiano alla “Società delle Ferrovie Meridionali”. Di fronte alla necessità di rinnovare il naviglio ormai in precarie condizioni, questa nuova Società fa costruire da Escher-Wyss tre nuovi battelli, che entrano in servizio nel 1888, tra i quali l'”Agostino Depretis”: elegante, solido e veloce battello “salon” in grado di trasportare 500 persone. La Società delle Ferrovie Meridionali lascia il posto, nel 1893, alla ditta dell’imprenditore milanese Innocente Mangili, che fruisce di una convenzione della durata di venticinque anni. La Società, di tipo strettamente privato, commissiona alla ditta “Nicola Odero” di Sestri Ponente due piroscafi in grado di trasportare 300 persone, moderni ed eleganti: l'”Angelo Emo” e il Lazzaro Mocenigo” con macchina da 250 cavalli-vapore.

In seguito la Società prenderà il nome, a partire dal 1896, di “Società Anonima per azioni Impresa di Navigazione sul Lago di Garda”. E di nuovo gli eventi bellici – con il divampare della Prima Guerra Mondiale- influiscono pesantemente sulla navigazione del Benaco. Alcuni battelli della Società di gestione vengono verniciati di grigio, muniti di artiglierie e posti sotto il comando della Marina da Guerra; il personale viene militarizzato. Al termine del conflitto, il Governo italiano assume direttamente la gestione dei servizi di navigazione, dapprima affidandola alle “Ferrovie dello Stato”, per conto del Ministero della Guerra, ed in seguito al Ministero dei Lavori Pubblici. Ma la gestione del servizio in quel periodo resterà piuttosto deludente. Si ritornerà alla gestione privata nel 1923 con la “Società Anonima per la Navigazione sul Lago di Garda”, sotto la direzione dell’ingegner Ernesto Cannobio, con sede legale in Como e operativa a Desenzano. Da allora l’attività proseguirà in modo sostanzialmente positivo e denoterà una sempre maggiore integrazione tra il trasporto via lago e le infrastrutture ferroviarie a terra, integrate spesso dal servizio con autocorriere. Si giunge al disastro della Seconda Guerra mondiale, che influisce pesantemente sulla Società di Navigazione. Sul Garda gli eventi bellici comportano l’affondamento ed il danneggiamento di battelli in misura assai elevata rispetto agli altri laghi, tanto che il 25 aprile del 1945 nessun battello risulta disponibile. Scaduta la concessione alla Società Anonima, la difficile situazione viene temporaneamente risolta con una proroga della concessione stessa fino al 1948, data in cui interviene una temporanea gestione governativa, che immediatamente provvede a rimettere in efficienza la flotta. Nel corso degli anni successivi alla guerra vengono infatti recuperate diverse unità affondate o distrutte dai mitragliamenti alleati. Alla fine del 1949 la Gestione commissariale viene unificata con quella del lago Maggiore: commissario Governativo diviene l’ingegner Ettore Parducci. Ma formalmente è soltanto nel febbraio del 1967 che la vecchia Società per azioni per la Navigazione sul Lago di Garda esce definitivamente di scena, a causa degli strascichi che hanno portato ad una transazione economica con la quale lo Stato liquida detta Società. Da allora la Gestione della navigazione resterà completamente pubblica.

 

di Massimo Gozzi