23 settembre 2017

STORIA

Nel 1909 la ditta Odero di Genova riceve la commissione per la costruzione di un piroscafo che dovrà essere il più grande di tutta la flotta benacense. Ha un nome importante e significativo: “Italia”. Si ricorda, infatti, che in quel periodo il confine con l’Austria attraversava il lago e due porti, Riva e Torbole, erano in territorio straniero anche se un accordo fra i due Stati stabiliva che l’esercizio della navigazione fosse svolto interamente dal nostro paese.

Il 5 maggio 1909, quando l’imponente piroscafo effettua un viaggio di prova sino a Riva, il capo della dogana austriaca ne impedisce l’avvicinamento al porto perché non è stato avvertito di quella corsa fuori orario; c’è, invece, chi preferisce raccontare che sia stato intimorito dal nome e dalla mole del piroscafo. L’ “Italia” torna indietro sino a Peschiera e qualche giorno dopo entra regolarmente in servizio.

Con il nostro ingresso nella I guerra mondiale, tutte le imbarcazioni vengono messe a disposizione dell’esercito, alcune sono poi riconsegnate alla Società di navigazione, ed altre, come appunto l’“Italia” e lo “Zanardelli”, armate e poste al comando di Ufficiali della Marina da Guerra.

Il 3 novembre 1918, quando il generale Armando Diaz giunge a Villa Giusti per firmare l’armistizio, quasi tutti i piroscafi navigano fino a Riva. Il lago di Garda è finalmente tutto italiano! Lentamente la vita ritorna ai normali ritmi.

Il 10 giugno 1940 inizia per l’Italia la II guerra mondiale ma per la navigazione dei piroscafi non vi sono particolari cambiamenti. E’ solo con l’instaurarsi della Repubblica di Salò che per il lago di Garda inizia uno dei periodi più bui della sua storia; i piroscafi divengono oggetto di violenti bombardamenti da parte delle truppe anglo americane fino a che, nel novembre 1944, si sospendono i servizi di trasporto lacuale.

L’ “Italia” viene requisito dal “Kriegs-Lazarett” tedesco di Gardone Riviera e trasformato in nave ospedale. Nel gennaio del 1945 mentre si trova attraccato al pontile di Sirmione, nonostante siano issate le prescritte bandiere bianche con croce rossa, un attacco aereo colpisce il piroscafo in tutte le sue parti e provoca un improvviso e violento incendio che distrugge rapidamente il ponte di comando e le sottostanti cabine; l’equipaggio, coadiuvato dai militari, riesce ad evitare che il fuoco si propaghi a tutta l’imbarcazione.

Il piroscafo viene allora portato al largo allo scopo di evitare ulteriori danni causati dai continui bombardamenti sul porto, ma nel pomeriggio subisce una nuova incursione aerea: le raffiche di mitragliatrice causano un nuovo incendio e danneggiano lo scafo fin sotto linea di galleggiamento provocandone l’affondamento. Resta visibile la sola ciminiera che emerge dall’acqua per i bassi fondali presenti in quella zona del lago.

Alla fine della guerra la flotta del Garda è ridotta a solo 4 unità in cattive condizioni e la Società di navigazione versa in gravi difficoltà economiche. Nel 1948 lo Stato decide allora di intervenire affidando l’esercizio della navigazione ad una temporanea Gestione Governativa.

Immediatamente iniziano i lavori di recupero di quei natanti affondati a causa dei bombardamenti e se ne verifica poi in cantiere il possibile ripristino. Nel maggio 1949 si compie l’ultima e più difficile impresa: riportare in superficie l’ammiraglia della flotta, l’ “Italia “, ormai sommersa da quasi cinque anni . Le operazioni di recupero sono condotte, nonostante la scarsità di mezzi e risorse , dalle maestranze della Gestione Governativa avvalendosi di personale del posto: l’“Italia” torna in superficie nel settembre di quell’anno, dopo ben 4 mesi di duro lavoro. Viene trainato in cantiere dal rimorchiatore Mincio. Il 21 giugno 1952 il piroscafo rientra in servizio.

Rinnovato nel 1999, è oggi dotato di due grandi sale arredate in stile d’epoca e di zone scoperte a prora ed a poppa con oltre 325 posti a sedere; le cucine sono in grado di allestire pranzi per oltre 200 persone e il locale del ponte superiore può essere usato anche per organizzare feste danzanti

SCHEDA TECNICA

Tipo Natante Motonave ex. Piroscafo
Costruttore Cant. Nav. N.Odero – Sestri Ponente
Anno Varo 1908
Anno Rimodernamento 1949-1951, 1976
Stato Attuale In Servizio
DIMENSIONI
Lunghezza 51,85
Larghezza 6,50
Immersione
Dislocamento P.C 302 t.
Stazza Lorda
PORTATA
Posti a Sedere 325
Posti in Piedi 275
Posti Seduti al Coperto 221
Posti Pranzo 221
Portata Totale 600
Equipaggio 7
APPARATO MOTORE
Costruttore MTU
Modello 183 TE 62
Potenza Unitaria 748 CV
Combustibile Natfa
Numero Motori 2
Potenza Complessiva 1497 CV
PROPULSIONE
Tipo Ruote A Pale
Numero 2
Inversione Al Motore
PRESTAZIONI
Velocità 21,00 Km/h
Consumo Medio
DOTAZIONI DI BORDO
Cucina Si
Bar Si
Toilette(s) 2
Radar Si
Aria Condizionata Si
Biglietteria Si
Servo-Timone Si
Sala da Ballo Si